L’Europa approva il Decreto CER, previsti: tariffa incentivante e contributo a fondo perduto

Il Decreto CER (Comunità Energetiche Rinnovabili) è sempre più vicino! L’approvazione da parte della Commissione Europea dell’atteso provvedimento, che disciplina l’incentivazione alla diffusione dell’autoconsumo di energia da fonti rinnovabili, è stata comunicata attraverso una nota ufficiale sul sito del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.

Il MASE ha poi reso disponibile una breve presentazione del Decreto CER in arrivo che prevede l’attuazione di:

  • una tariffa incentivante sull’energia rinnovabile prodotta e condivisa e
  • un contributo a fondo perduto.

La potenza finanziabile è pari a cinque Gigawatt complessivi, con un limite temporale a fine 2027. I benefici sono riconosciuti per tutte le tecnologie rinnovabili, quali ad esempio: il fotovoltaico, l’eolico, l’idroelettrico e le biomasse. Per le Comunità Energetiche Rinnovabili, i destinatari del provvedimento possono essere: gruppi di cittadini, condomìni, piccole e medie imprese, ma anche enti locali, cooperative, associazioni ed enti religiosi. La potenza dei singoli impianti non può superare il Megawatt.

Decreto CER: incentivo in tariffa

 La misura che interessa l’incentivo in tariffa è rivolta a tutto il territorio nazionale: dal piccolo comune alla città metropolitana.

  il risparmio sui costi dell’energia per chi costituisce una Comunità, tariffa incentivante sull’energia condivisa.

Decreto CER: contributo a fondo perduto

Il contributo a fondo perduto è rivolto ai territori dei Comuni sotto i 5 mila abitanti. Contributo fino al 40% dell’investimento per chi crea una Comunità Energetica.

La potenza agevolabile è di almeno 2 GW fino al 30 giugno 2026 ed è cumulabile con incentivo in tariffa.

 Le risorse PNRR sono pari a 2,2 miliardi di euro.

Come accedere alle agevolazioni

Gli step per poter accedere alle agevolazioni sono:

  1. individuazione area dove realizzare l’impianto e altri utenti con cui associarsi connessi
    alla stessa cabina primaria;
  2. creazione CER con uno Statuto o un atto costitutivo, che abbia come oggetto sociale
    prevalente i benefici ambientali, economici e sociali;
  3. verifica facoltativa in via preliminare con il Gestore Servizi Energetici (GSE) se
    il progetto può essere ammesso all’incentivo;
  4. ottenimento dell’autorizzazione a installare e connettere l’impianto alla rete, per
    renderlo operativo;
  5. richiesta incentivo al GSE.

    Decreto CER: Italia apripista, si aprono nuovi scenari

    Il Ministro Pichetto Fratin ha dichiarato: “Siamo di fronte a una svolta, a una nuova fase storica nel rapporto tra cittadini ed energia. Ora le Comunità energetiche rinnovabili potranno diventare una realtà diffusa nel Paese, sviluppando le fonti rinnovabili e rendendo finalmente il territorio protagonista del futuro energetico nazionale. Grazie alle Comunità energetiche, infatti, ciascun cittadino potrà contribuire alla produzione di energia rinnovabile, e averne i benefici economici derivanti dall’autoconsumo, pur non disponendo direttamente degli spazi necessari alla realizzazione degli impianti FER”.

    Il Ministro MASE precisa anche: “Per la sua unicità, il provvedimento italiano ha richiesto una forte attenzione della Commissione Europea, che ha comunque pienamente validato il modello italiano: oggi questo rappresenta dunque un apripista per altre esperienze nel Continente”.

    Marco Bussone, Presidente nazionale Uncem ha così commentato la notizia: “L’ok di Bruxelles al Decreto italiano di incentivazione alla diffusione dell’autoconsumo di energia da fonti rinnovabili apre nuovi scenari importanti. Molti Enti montani in Italia e molti raggruppamenti di cittadini sono pronti, altri si uniranno. Le tariffe incentivanti sono positive così come daremo il nostro supporto al Ministero per la costruzione del bando per incentivare gli impianti, con le risorse previste dal PNRR che stanzia 2,2 miliardi di euro per le comunità realizzate nei Comuni con meno di 5mila abitanti con un contributo a fondo perduto fino al 40% dei costi ammissibili in relazione all’investimento effettuato per realizzare un nuovo impianto o per potenziarne uno esistente. Non solo fotovoltaico. Abbiamo più volte affermato che sono importantissimi, nelle Alpi e negli Appennini, eolico, biomasse e idroelettrico”


FONTE: www.ediltecnico.it

 

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                    I benefici sociali delle comunità energetiche rinnovabili

 

 

 

                 

 

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