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EBS al fianco del Comune di Alberobello per la Pubblica Illuminazione!

Costi di gestione elevatissimi e possibilità di risparmio e ammodernamento degli impianti di Pubblica Illuminazione.

Questo il risultato della perizia dell’ing. Danilo Lucarella, Responsabile Tecnico di EcoBioService srl, attraverso il quale il Comune di Alberobello ha rescisso il contratto di fornitura di energia elettrica e manutenzione ordinaria con il precedente appaltatore Enel Sole.

Il Comune di Alberobello si lega alla Convenzione Consip “Servizio Luce 3” per 9 anni a partire dal 01 Aprile 2018; a fronte di un costo di gestione di oltre 440.000€ per l’anno 2017 con Enel Sole, l’Amministrazione sarà in grado di risparmiare oltre 100.000€ all’anno.

Oltre alla gestione integrata dell’appalto, il nuovo fornitore si impegna a fare investimenti a proprio carico al fine di un sostanziale ammodernamento tecnologico degli impianti di pubblica illuminazione.

Un grande risultato, di cui EcoBioService è lieta di aver contribuito in maniera sinergica con il Comune e con un ruolo da protagonista!

 Alberobello

FONTE: EcoBioService Srl

Vedi anche:   Interventi di Led-Relamping

                    EcoBioService Smart Energy Solutions

 

Al varo la riforma dei certificati bianchi

6 marzo 2018 - Il Ministero dello Sviluppo Economico ha avviato la procedura di concertazione con il Ministero dell'Ambiente del decreto correttivo sui Titoli di Efficienza Energetica.

Un mercato asimmetrico in cui il compratore è obbligato a comprare, pena essere sanzionato, a qualcuno potrà far pensare a un patto leonino ma più facilmente lascia pensare a esiti distorti di mercato.

Il timore è che distorsioni non volute possano essere accadute sul mercato dei titoli di efficienza energetica, in sigla Tee, cioè i certificati bianchi il cui scambio serve a ridurre gli sprechi di energia. Non a caso le aziende del gas protestano contro questo meccanismo mentre l’altro giorno il ministero dello Sviluppo economico ha avviato la procedura di concertazione con il ministero dell’Ambiente del decreto correttivo sui certificati bianchi. E non a caso diverse aziende del gas hanno vinto al Tar ricorsi contro l’attuale sistema di emissione di questi titoli.

Le aziende energetiche devono conseguire risultati di efficienza energetica presso i consumatori. Se non raggiungono gli obiettivi, devono comprare i certificati bianchi. Questi Tee sono venduti su un apposito mercato del Gestore dei servizi energetici da chi ha dimostrato di aver ottenuto un risparmio di energia, in genere imprese di tipo “esco” (Energy saving company). Il problema — osserva Luciano Buscaglione, direttore generale dell’Anigas, l’associazione confindustriale che raccoglie soprattutto grandi imprese del gas — nasce dal fatto che «il meccanismo aveva funzionato bene nei primi anni ma ormai è inadeguato. Il valore di un titolo di efficienza energetica, che si era assestato sui 100 euro, ha continuato ad aumentare fino ad arrivare agli attuali 450-500 euro. Una spesa insostenibile per le imprese del gas e soprattutto per le bollette dei consumatori».

 

 FONTE: Il Sole 24 Ore, Impresa&Territori - Jacopo Giliberto 

Vedi anche: Certificati bianchi o TEE

                 Certificati Bianchi: pubblicate in Gazzetta Ufficiale le nuove Linee Guida

                 Entro il 31 marzo comunicazione dei risparmi all'ENEA

Scarica l'app per i consumi energetici delle scuole

Da oggi è scaricabile liberamente e gratuitamente da App Store e Google Play l’applicazione SafeSchool 4.0 per smartphone e tablet che consente di misurare i consumi e la vulnerabilità energetico-strutturale degli edifici scolastici in modo semplice e con costi contenuti.

Concepita dagli esperti dell’ENEA per supportare i tecnici e i responsabili nei  rilievi energetici e strutturali delle scuole, SafeSchool 4.0 consente di ottenere una prima valutazione per la programmazione di interventi di messa in sicurezza e riqualificazione ed efficientamento.

Per garantire la massima affidabilità e sicurezza, l’utilizzo dell’app è consentito esclusivamente a tecnici abilitati (periti, geometri, architetti ed ingegneri) che operano nel settore dell’edilizia scolastica con particolare specializzazione sugli aspetti strutturali ed impiantistici [1]. E’ stato inoltre previsto che in assenza di dati o di informazioni specialistiche fondamentali non sia possibile ottenere risultati.

Attraverso un uso corretto, inserendo le informazioni nelle apposite sezioni dell’applicativo, è possibile evidenziare: un report dei rilievi completo di foto; il livello della classe di merito energetica e degli interventi per ottimizzarne la prestazione; gli elementi di vulnerabilità strutturale e il livello di intervento richiesto per migliorare la sicurezza dell’edificio; un file contenente tutte le informazioni inserite dal tecnico.

Per individuare le aree in cui le scuole richiedono i maggiori interventi, l’ENEA  sta predisponendo  una piattaforma informatica di pianificazione strategica per un unico progetto di recupero degli edifici esistenti che preveda anche il miglioramento strutturale delle costruzioni in base alle diverse criticità territoriali, ambientali e climatiche.

L’applicativo mette inoltre a confronto i consumi reali dell’immobile con il fabbisogno energetico di riferimento per gli edifici scolastici, assegnando ad ogni fabbricato una classe di merito (buono/sufficiente/insufficiente) sia per i consumi da riscaldamento che per quelli elettrici.

SafeSchool 4.0 è una delle iniziative realizzate dall’ENEA per Italia in Classe A, la prima Campagna Nazionale di informazione e formazione sull`Efficienza Energetica, di durata triennale, promossa dal Ministero dello Sviluppo Economico e realizzata dall`ENEA. L`iniziativa dà concreta attuazione all`art.13 del Decreto Legislativo 102/2014 ed è rivolta alla P.A., alle PMI, agli Istituti bancari e ancora alle famiglie e agli studenti. L`obiettivo principale della Campagna è far conoscere l`importanza del risparmio, dell`efficienza energetica e fornire gli strumenti e le opportunità per realizzarli.

[1]ENEA è esente da ogni responsabilità civile e penale, anche oggettiva, nei confronti di chi utilizza lo strumento in maniera impropria.

 

FONTE: Enea.it

Vedi anche: Diagnosi energetiche: il check up dei tuoi vettori di energia

                 Il Sistema di Gestione Energia

                 Entro il 31 marzo comunicazione dei risparmi all\'ENEA

Entro il 31 marzo comunicazione dei risparmi all'ENEA

Energy SavingLe imprese che hanno effettuato la diagnosi energetica, ai sensi dell’art. 7, comma 8 del D.lgs. 102/2014, hanno tempo fino al 31 marzo 2018 per comunicare ad Enea i risparmi di energia ottenuti per mezzo degli interventi di efficienza rispetto all’anno precedente e per i quali non siano stati riconosciuti i Titoli di Efficienza Energetica.

I risparmi devono essere contabilizzati in forma normalizzata e comunicati all’ENEA solo se superiori all’ uno% dei consumi dell’anno precedente. A tale scopo può essere utilizzato il foglio excel proposto da ENEA. La comunicazione deve avvenire tramite portale
https://audit102.casaccia.enea.it o usando la mail:
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. specificando nell’oggetto “Risparmi 2017”.

Contatta EcoBioService per assisterti nella predisposizione della comunicazione o anche per eventuali chiarimenti!

 

 

Vedi anche: Diagnosi energetiche: il check up dei tuoi vettori di energia

                 Il Sistema di Gestione Energia

Socializzazione delle bollette elettriche non pagate...

Si stima attorno al miliardo di euro l’insoluto totale delle bollette elettriche non pagate dai morosi, non i morosi che oggi s’inteneriscono per San Valentino ma quelli di ben altra specie che evadono la fattura della corrente. Al posto loro ne pagheranno una parte tutti gli altri consumatori elettrici, quelli che saldano con regolarità il conto della luce.

L’hanno stabilito ricorsi e sentenze del Tar e del Consiglio di Stato, e l’Autorità dell’energia ha formalizzato: sarà distribuita fra tutti i consumatori una prima fetta di “oneri generali” elettrici pari a circa 200 milioni arretrati.
Diverse aziende elettriche erano entrate in crisi, e qualcuna aveva addirittura dovuto chiudere i battenti, quando si è trattato di saldare ai fornitori alcune voci parafiscali della bolletta che erano state fatturate ai consumatori ma non erano state incassate.
Il meccanismo per ripartire su tutti i consumatori questa parte di evasione legata alla crisi di alcune società elettriche era già stato adottato per il canone Rai, che si paga attraverso la bolletta. Quando la si paga.

In sostanza, sulle bollette della corrente già cariche di risarcimenti, di oneri, di voci e di incentivi si aggiunge un nuovo capitolo, ovvero saremo noi consumatori a rimborsare alle società elettriche una parte del buco creato negli oneri parafiscali delle aziende in crisi da chi evade la bolletta della corrente.
Una delibera dell’Autorità dell’energia, appena ribattezzata Arera da quando ha rilevato oltre agli acquedotti anche l’area rifiuti, ha stabilito come ripartire fra tutti gli oneri generali di sistema, una parte parafiscale della fattura elettrica, non pagati dai consumatori morosi. Insomma, una socializzazione di una fetta degli insoluti.

Aziende elettriche in crisi
Diverse società del mercato libero avevano traballato e qualcuna esposta alla drammatica crescita delle bollette non pagate aveva addirittura dovuto chiudere, a cominciare, anni fa, dall’Esperia creata dall’imprenditore Filippo Giusto. Ma il mancato pagamento delle bollette nei mesi scorsi aveva buttato fuori dal mercato un plotone di altre società fra le quali un nome forte come Gala, l’azienda di vendita di energia più esposta al fenomeno dei mancati pagamenti.

Morosità miliardaria
Quant’è il valore da saldare? Per ora è impossibile dare una cifra esatta: le morosità complessive rivendicate dalle società elettriche ammontano a cifre superiori al miliardo di euro, ma per ora questa delibera sfilerà dalle nostre tasche una prima fetta di circa 200 milioni.
Altre delibere ancora allo studio dovrebbero essere messe a punto nei prossimi mesi per completare le procedure con cui noi consumatori rimborseremo ciò che non è stato pagato dai furbetti della bolletta.

Alcuni dati però sono sicuri. Nel 2016 il controvalore complessivo del mercato finale dell’elettricità si aggirava sui 61 miliardi di euro (fonte: «Electricity Market Report», Politecnico di Milano, ottobre 2017).

Per quello stesso anno l’Autorità dell’energia, delle reti e dell’ambiente aveva censito richieste di distacchi per morosità per il 2,8% dei consumatori del segmento “maggior tutela” (quello con le tariffe regolate dallo Stato). Sul mercato libero nel 2016 il numero di contatori sigillati per mancato pagamento era arrivato addirittura al 4,7%, il 5,8% di richieste di distacco per i consumatori non domestici come i negozi e gli uffici. (fonte:«Monitoraggio retail», autorità Arera, 2017).

Il canone Rai
Gli oneri generali in bolletta, tra i quali gli incentivi alle fonti rinnovabili e agli “energìvori”, sono pagati dai consumatori ai venditori di corrente, i quali poi devono rigirarli alle società di distribuzione elettrica che consegnano i chilowattora ai consumatori tramite i fili elettrici.

Il problema dei morosi si era presentato con l’imposta radio tv (il cosiddetto canone Rai). Quello dei consumatori morosi non poteva essere pagato dalle società di vendita che fatturavano le bollette non incassate. È stato necessario intervenire con un atto normativo.

Lo stesso si è ripetuto con gli oneri. I fornitori di energia si accollavano gli oneri non riscossi dai clienti finali. Dovevano cioè versarli ai distributori anche se non incassati.

Ci sono stati ricorsi e sentenze finché il Consiglio di Stato ha deciso: l’obbligato al versamento degli oneri di sistema è il cliente finale.

Il turismo delle bollette
Il fenomeno delle morosità è più ricorrente nel Mezzogiorno ed è più forte sul mercato libero, dove si può cambiare fornitore di corrente con un clic del mouse. Viene chiamato “turismo dell’elettricità”, e si basa sul fatto che prima di poter portare a conclusione la sigillatura del contatore ci vogliono carriolate di bollette non pagate. Il “furbetto della bolletta” straccia un po’ di bollette bimestrali e prima che si attivi la procedura di recupero credito cambia vittima, cioè cambia società di fornitura elettrica, con la quale ricomincia.

Il fenomeno sarà frenato quando saranno disponibili i dati su noi consumatori raccolti nella banca dati del Sii, il Sistema informativo integrato, nel quale le società elettriche potranno consultare se il nuovo cliente è corretto oppure se è un fuggitivo delle bollette non saldate .

Un fenomeno simile accade per esempio con i telefonini, con la differenza che nel segmento elettrico non ci sono ancora i contratti prepagati e soprattutto che alla base della fornitura ci sono i costi orgogliosi dell’energia realmente prodotta da una centrale elettrica alimentata con un combustibile costoso.

Alcuni commenti
Ecco Massimo Bello, presidente dell’Aiget, l’associazione dei grossisti e rivenditori di energia: «Il nuovo assetto dovrà evitare che chi svolge un puro servizio di incasso per il sistema (ovvero i fornitori di energia) si ritrovino a sostenere un costo improprio. Qualsiasi iniziativa in tal senso, come i recenti provvedimenti dell’Arera, va nella direzione giusta». Aggiunge Marco Bernardi, presidente di Illumia, una delle aziende del mercato libero: «È un primo importante passo verso una modalità di riscossione degli oneri analoga a quella del canone Rai, che rispecchierebbe a pieno le corrette responsabilità tra tutti i soggetti della filiera».

Protestano alcune associazioni dei consumatori. «Quando ci sono da socializzare i profitti si chiamano in causa le aziende, quando invece si devono spalmare i debiti si chiama il consumatore», afferma Luigi Gabriele dell’assocazione Codici; «questa delibera sarebbe solo un incentivo per non perseguire i furbetti del quartierino», aggiunge Marco Vignola dell’Unione nazionale dei consumatori.

I dettagli secondo l’Autorità dell’energia
L’Autorità dell’energia, delle reti e dell’ambiente (Arera) specifica che «il provvedimento citato (deliberazione 50/2018) riguarda solo una particolare casistica, limitata numericamente, e solo una parte degli oneri generali di sistema previsti per legge. In particolare, il riconoscimento individuato dall’Autorità per i soli distributori è parziale e attiene ai soli oneri generali di sistema già da loro versati ma non incassati da quei venditori con cui, a fronte della inadempienza di questi ultimi, i distributori hanno interrotto il relativo contratto di trasporto di energia, di fatto sospendendo così a tali soggetti la possibilità di operare nel mercato dell'energia». Il meccanismo, parziale e circoscritto finalizzato a garantire il gettito degli oneri di sistema da assicurare per legge, «che l’Autorità ha strutturato in tal modo per adempiere ad una serie di sentenze della giustizia amministrativa che hanno annullato le precedenti disposizioni dell’Autorità in tema. La regolazione precedente imponeva ai venditori la prestazione di garanzie finanziarie in favore delle imprese distributrici anche a copertura degli oneri generali di sistema. Le pronunce della giustizia amministrativa sostengono che la legge pone in capo esclusivamente ai clienti finali, e non alle imprese di vendita, ne ai percettori degli incentivi, gli oneri generali di sistema, con la conseguenza che l’Autorità non avrebbe il potere di imporre il citato sistema di garanzie alle imprese di vendita negando che il rischio di mancato incasso degli oneri generali di sistema da parte dei clienti finali sia dei venditori».

 di Jacopo Giliberto

 
 

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