info@ecobioservice.it   +39 080 5746718

iten

FIPER: brusco aumento del valore di scambio dei titoli di efficienza energetica (TEE) nel 2016

Analisi e indagini del Ministero dello Sviluppo Economico (MISE) e del Gestore dei Servizi Energetici (GSE) affermano che l’andamento anomalo del prezzo dei TEE potrebbe essere dovuto a speculazioni economiche o ad un problema di bilanciamento tra domanda e offerta.

La Federazione italiana produttori di energia da fonti rinnovabili (FIPER) ha recentemente redatto lo studio dal titolo “Analisi sul mercato dei Titoli di Efficienza Energetica (TEE)” con lo scopo di analizzare l’andamento anomalo dei prezzi di scambio dei TEE nel 2016. I TEE infatti, negli ultimi mesi dell’anno passato hanno subito un repentino ed a prima vista inspiegabile aumento di valore di scambio, passando da una media di circa 100€/TEE (fino a febbraio 2016) fino al raggiungimento del picco di 250€/TEE a novembre 2016.

L’anomalia del prezzo di scambio dei TEE negli ultimi mesi ha scaturito una serie di indagini e analisi tecniche da parte degli enti principali nel settore (MISE, AEEGSI, GSE, GME).

Il GSE di fronte a questo aumento repentino di prezzo, ha avanzato l’ipotesi che vede come causa del fenomeno, atteggiamenti opportunistici e speculazioni effettuate da soggetti non obbligati, in particolare trader.

Dallo studio del FIPER emergerebbe invece che il numero dei titoli di efficienza energetica disponibili potrebbe non essere sufficiente a coprire gli obblighi del 2016, causando l’aumento della domanda rispetto all’offerta e conseguentemente uno sbilanciamento del mercato.

Una soluzione auspicabile proposta dallo stesso FIPER in conclusione dello studio, sarebbe quella di aumentare tempestivamente l’offerta dei TEE, con l’obiettivo di riequilibrare il mercato.

Fonte: Casa e Clima

Vedi anche: Certificati Bianchi

Automobili elettriche: ancora poche in Italia ma buoni obiettivi per il 2020

veicoli elettriciAumenta sempre di più la presenza di veicoli elettrici nel mondo e in Europa: nel corso 2016 le vendite sono di molto aumentate rispetto agli anni precedenti, aumentando la sostenibilità energetica nel settore dei trasporti. L’Italia contribuisce con un numero molto esiguo di automobili elettriche, ma per il 2020 i progetti prevedono nuove stazioni di rifornimento con conseguente prospettiva di aumento di veicoli elettrici sul territorio italiano.

Nel 2016 sono stati venduti in tutto il mondo circa 800.000 veicoli elettrici; di questi solo lo 0,1% (circa 2500) è stato venduto in Italia, secondo il primo report sulla mobilità elettrica redatto dall’Energy & Strategy group del Politecnico di Milano.

Al primo posto nella classifica dei maggiori acquirenti mondiali di automobili elettriche troviamo la Cina, con un aumento del 118% rispetto al 2015, seguita dagli Stati Uniti e dall’Europa, nella quale il 25% dei veicoli è stato comprato in Olanda. In coda all’Olanda, prima in Europa nell’acquisto di veicoli elettrici, troviamo Francia, Regno Unito e Germania, con quote intorno al 12%.

L’Italia contribuisce solamente all’1% dei veicoli elettrici acquistati in Europa; la causa di questa scarsezza di mercato sulle automobili a zero emissioni (o quasi), è da ricercare nei meccanismi di incentivazione. 

La Norvegia offre incentivi fino a circa 20.000 euro per l’acquisto di un veicolo totalmente elettrico (BEV) e 13.000 per un veicolo ibrido plug-in (PHEV). Stati Uniti e Cina offrono incentivi di circa 8.500 euro e 5.000 euro per l’acquisto delle corrispondenti tipologie di veicoli. Gli incentivi erogati in Italia per BEV e PHEV sono rispettivamente di 3.000 e 2.000 euro, decisamente non competenti con i corrispettivi degli altri stati.

Similmente per quanto concerne le stazioni di ricarica dedicate ai veicoli elettrici: dei 70.000 punti di ricarica pubblici su territorio europeo, solo 1750 si trovano in Italia.

In questo contesto non brillante per il nostro paese, la buona notizia è che Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, responsabile delle strutture di ricarica dei veicoli elettrici, ha come obiettivo entro il 2020 l’istallazione di 4.500-13.000 punti di ricarica normal power (fino a 22 kW) e 2000-6000 high power (maggiore di 22 kW). Secondo la stima del Politecnico di Milano, se l’obiettivo per il 2020 venisse raggiunto, le automobili elettriche in Italia potrebbero raggiungere le 130.000 unità, contribuendo così ad una maggiore mobilità sostenibile.

Fonte: PHOTON

Efficienza energetica degli edifici: in Piemonte stanziati 76ml di euro

Dopo il bando di Giugno 2016 relativo all’efficienza energetica e fonti rinnovabili nelle imprese, i finanziamenti per gli interventi di riduzione del consumo energetico arrivano anche per gli edifici pubblici in Piemonte.

L’amministrazione regionale del Piemonte stanzierà 76 mln di euro per il miglioramento del patrimonio edilizio attraverso l’efficientamento energetico degli immobili pubblici. La proposta, proveniente dall’assessore Giuseppina De Santis è stata approvata dalla Giunta, che ha attivato i primi fondi: 40 mln per gli enti locali (Province, Comuni, Città metropolitana di torino), 16 mln per le strutture pubbliche ospedaliere e sanitarie, 10 mln per le agenzie territoriali per la casa e 10 mln per gli edifici del patrimonio della regione.

Le risorse finanziarie stanziate permetteranno di effettuare interventi per ridurre i consumi energetici degli edifici grazie alla manutenzione e revisione di impianti alimentati da fonti fossili ed all’istallazione di nuovi impianti a fonti rinnovabili. Gli interventi previsti porteranno ad un maggior uso razionale dell’energia ed alla riduzione della domanda energetica degli edifici, con conseguente riduzione delle spese economiche relative ai consumi energetici.

 

Fonte: Rinnovabili.it

Vedi anche: Pacchetto energia: obblighi riduzione consumi entro il 2030

Pacchetto energia: obblighi riduzione consumi entro il 2030

europaIl Pacchetto energia appena presentato dall’Unione Europea contiene una vasta serie di misure sull’efficienza energetica. La novità più importante è l’introduzione di un obiettivo comunitario vincolante: i Ventotto dovranno ridurre del 30% i consumi energetici entro il 2030.

Lo scopo è quello di adeguare anche questo ambito agli obiettivi sul clima sottoscritti con l’Accordo di Parigi, riducendo (almeno in potenza) la dipendenza dell’Unione dai combustibili fossili, oltre che attrarre investimenti e portare in ultima istanza alla creazione di posti di lavoro (che la Commissione calcola in 70 mld di euro e 400mila posti di lavoro in più). Inoltre, la misurazione e la fatturazione dell’energia elettrica spetterà d’ora in poi alla legislazione del mercato interno, invece che essere regolate dalla nuova direttiva.

Secondo la revisione della Direttiva sull’efficienza energetica, gli Stati membri devono garantire che i fornitori e i distributori di energia aumentino in modo incrementale i loro risparmi energetici dell’1,5% l’anno fino al 2030. La Commissione, quindi, ha mantenuto la stessa architettura normativa già fissata in precedenza sui regimi obbligatori, estendendone però di 10 anni l’arco temporale. Questa misura, calcola Bruxelles, dovrebbe da sola garantire il raggiungimento di metà dell’obiettivo complessivo fissato dal taglio del 30% dei consumi energetici.

Fonte: Rinnovabili.it

Vedi anche: Check up vettori energetici

Schemi europei di efficienza nell'industria

fire_logoFire, la Federazione italiana per l'uso razionale dell'energia, segnala che sul sito www.eumerci.eu è disponibile il primo rapporto prodotto nell’ambito del progetto “Comparative report on technical specificities of EEOSs and alternative measures for the EED implementation”, relazione comparata sulle specificità tecniche degli schemi di obbligo per l’efficienza energetica (EEO, come i certificati bianchi in Italia) e delle misure alternative per la direttiva 2012/27/UE sull’efficienza energetica. Sono state analizzate le principali misure adottate in 29 stati europei, mettendo in evidenza la grande disparità di politiche e tipologie di schemi adottate. Solo 16 stati hanno ad ora realizzato schemi obbligatori per l’industria, in alcuni casi combinandoli con altre misure di tipo fiscale o regolatorio o basate su strategie di informazione e formazione.

Fonte: Casa e Clima

Vedi anche: Contributi a fondo perduto per imprese e per piccoli Comuni

Altri articoli...

EBS NEWSLETTER

Iscriviti per essere aggiornato su novità, incentivi e buone pratiche di efficienza energetica. EcoBioService Smart Solutions per contenere i costi e rilanciare la competitività!
Please wait

CONTATTACI

contatti

 Via Massafra 26/F 
 74015 Martina Franca (TA)

 Tel./Fax: +39 080 5746718
 Mail: info@ecobioservice.it

ECOBIOSERVICE SRL SMART ENERGY SOLUTIONS - P. IVA 02704260732 REA 164299 C.C.I.A. TARANTO