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Reti inefficienti? paga il consumatore!

Cosa succede se le reti di distribuzione del gas, acqua ed elettricità sono inefficienti? il costo viene scaricato sulle tariffe dei consumatori!

Nessuno dei servizi essenziali è immune da questo fenomeno, l'obiettivo pare non sia ridurre le perdite e sanzionare chi le consente, ma continuare a richiedere al consumatore di provvedere a ricoprire il costo di queste inefficienze e, contemporaneamente, richiedere maggiori risparmi ed efficientamento energetico negli usi finali.

Insieme all'efficienza energetica richiesta ai clienti finali, bisognerebbe intervenire sulle perdite di rete presenti sia per la distribuzione del gas, dell'acqua che dell'energia elettrica.

Per il settore dell'energia elettrica, le dispersioni di energia durante il trasporto vengono convenzionalmente fissate dall'Autorità per l'Energia Elettrica il Gas e il Sistema Idrico (ARERA) il 10,4% dell'energia prelevata in Bassa Tensione, il 4% dell'energia prelevata in Media Tensione e l'1,8% dell'energia prelevata in Alta Tensione.

Eclatante il caso dell'acqua: di 8,3 miliardi di metri cubi di acqua potabile immessi nelle reti di distribuzione, solo il 58,6% arriva nelle case degli italiani! Pertanto, succede che il prezzo dei metri cubi effettivamente utilizzati alla fine tiene conto anche dell'acqua dispersa.

Anche il settore del gas rientra in questo meccanismo: le perdite di rete vengono definite per differenza tra quanto acquistato e quanto fornito. Questa differenza viene messa a bilancio e l'autorità la trasferisce poi in bolletta.

Se questo non bastasse, per le inefficienze delle reti arrivano sanzioni anche dall'Europa per decine di milioni di euro all'anno, costi che ricadono su tutti i cittadini, consumatori e non.

 

FONTE: Redazione EcoBioService, corriere.it

Vedi anche: La caldaia è troppo vecchia? Cambiala con una più efficiente!

                  Decreto rinnovabili: le ultime modifiche

                  Fondo nazionale per l'efficienza energetica: a garanzia lo Stato

                  

                 

                 

La caldaia è troppo vecchia? Cambiala con una più efficiente!

Quando la caldaia è troppo vecchia o poco efficiente è il momento di cambiarla perché, a volte, cambiare conviene!

Il controllo, la manutenzione dell’impianto termico e il rispetto delle disposizioni di legge in materia di efficienza energetica sono affidati al responsabile dell’impianto termico che, in genere, è il proprietario dell’impianto. Il proprietario deve essere in possesso del libretto di impianto con la descrizione delle caratteristiche tecniche e le eventuali modifiche, sostituzioni e controlli effettuati. Con cadenza dai due ai quattro anni, è obbligatorio il controllo dell’efficienza energetica e relativo Rapporto di controllo (redatto in occasione della manutenzione ordinaria).

La normativa prevede che ogni impianto di riscaldamento regolato da caldaia di ogni città italiana deve avere il bollino blu, una certificazione emessa da un tecnico specializzato per garantire il corretto funzionamento dell'impianto, la sua buona salute e il livello di emissioni nocive per evitare danni all’ambiente. 

Una caldaia che funziona correttamente garantisce efficienza, risparmio energetico, bollette meno salate e rispetto dell’ambiente. 

Scegliere una moderna caldaia a condensazione comporta un aumento dell’efficienza dell’impianto di riscaldamento, quindi risparmio energetico ed economico (fino ad una diminuzione del 30% dei consumi).

Ci sono diversi buoni motivi per scegliere una caldaia a condensazione:

 - lo sfruttamento di tutto il calore prodotto, grazie al recupero del calore latente (circa l’11% dell’energia prodotta nel processo di combustione), presente nei fumi della combustione;

- la tecnologia che, al contrario di quelle tradizionali, consente di raffreddare i fumi fino a farli tornare allo stato di liquido saturo, con un recupero di calore utilizzabile per preriscaldare l’acqua di ritorno dall’impianto; 

- è ecologica perché ha basse emissioni inquinanti grazie a un bruciatore a premiscelazione che permette di ridurre fino al 70% l’emissione di sostanze nocive, rispetto ai modelli di caldaia tradizionale.

La scelta può essere molto complessa. Meglio evitare il fai da te ed affidarsi ad un professionista che sia in grado di valutare esattamente il giusto fabbisogno.

Inoltre, con EcoBioService è possibile richiedere anche gli incentivi per la sostituzione delle caldaie:

- Per PA: accesso a conto termico con incentivo pari al 40% della spesa sostenuta, con soglia massimale di 160 €/kW (Pn < 35 kW) o 130 €/kW (Pn ≥ 35 kW) e importo massimo rispettivamente pari a 3.000 € o 40.000 €

- Per i privati: detrazione fiscale pari al 50% o 65% (se installati anche sistemi di termoregolazione evoluti) ripartita in 10 quote annuali di pari importo, da indicare nella dichiarazione dei redditi nell'anno successivo alla spesa. 

 

Esempio: devi sostituire una caldaia e installare sistemi di termoregolazione in una abitazione privata? Se la spesa è pari a 1.000 €, 650 € vanno in detrazione fiscale in n. 10 quote annuali pari a 65 €. Inoltre, otterresti subito una diminuzione dei consumi e, quindi, un risparmio di  circa il 30% in bolletta!

Esempio: Sei una PA e devi sostituire un vecchio generatore di calore con una nuova caldaia a condensazione da 300 kW? Se l'efficientamento energetico costa 50.000 €, l'incentivo sarà pari a 20 .000 €. Inoltre, otterresti subito una diminuzione dei consumi e, quindi, un risparmio in bolletta!

 

FONTE: Redazione EcoBioService

Vedi anche: Decreto rinnovabili: le ultime modifiche

                  Fondo nazionale per l'efficienza energetica: a garanzia lo Stato

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Decreto rinnovabili: le ultime modifiche

Il Ministero dello Sviluppo Economico (MiSE) ha inviato al Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare lo schema definitivo del Decreto ministeriale di incentivazione della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili per il parere di concerto.

A seguito del confronto avvenuto con le Associazioni il giorno 25 settembre 2018, il MiSE ha recepito molte delle osservazioni presentate. Sulla base di queste, sono state apportate una serie di modifiche allo schema iniziale del Decreto.

In particolare, è stato previsto:

- un aumento del 10% della tariffa incentivante prevista per impianti mini idroelettrici e mini eolici;

- l'inserimento di un'ulteriore procedura di asta e registro nel 2021 (aumentando l'arco temporale di vigenza del decreto e, quindi, aumentando la certezza per gli operatori)

- l'assegnazione del premio sul totale dell'energia prodotta dagli impianti fotovoltaici - realizzati in sostituzione di coperture in amianto - in luogo della sola energia immessa in rete;

- la priorità per impianti realizzati su discariche chiuse e ripristinate, su aree per le quali è stata rilasciata certificazione di avvenuta bonifica;

- l'inserimento di un criterio di salvaguardia tecnologica, a seguito di condizioni particolarmente sfavorevoli per una fonte in competizione con altre all'interno dello stesso contingente;

- la possibilità di utilizzare componenti rigenerati - a meno di riduzione della tariffa incentivante - per impianti idroelettrici ed eolici;

- la richiesta di cauzioni a garanzia della realizzazione dei progetti iscritti al registro, in misura adeguatamente inferiore alle cauzioni previste per le aste.
 
Il prossimo step è l'approvazione dalla Conferenza Regioni.
 

FONTE: Redazione EcoBioService, ilMessaggero.it

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Fondo nazionale per l'efficienza energetica: a garanzia lo Stato

Sulla Gazzetta Ufficiale n. 233 del 6 ottobre 2018 è stato pubblicato il decreto 6 settembre 2018 del Ministero dell'economia e delle finanze, recante "Disciplina della garanzia dello Stato sugli interventi garantiti dal Fondo nazionale per l'efficienza energetica"

Sul portale di Invitalia non è ancora possibile inoltrare domanda per accedere al fondo.

Nel frattempo, a norma dell'art. 15, comma 7, del decreto legislativo 4 luglio 2014, n. 102, è stato stabilito che gli interventi di garanzia del Fondo sono assistiti dalla garanzia dello Stato, quale ultima istanza.

Vogliamo ricordare che il bando permetterà a Imprese, ESCo o Pubbliche Amministrazioni di accedere a garanzie di singole operazioni di finanziamento o di ottenere un finanziamento a tasso agevolato per interventi finalizzati al miglioramento dell'efficienza energetica.

Nel caso di tutte le imprese, gli interventi interessati sono i processi e servizi, l'installazione/potenziamento delle reti o impianti di teleriscaldamento.

Nel caso di ESCo o Pubbliche Amministrazioni gli interventi interessati dal Fondo sono i servizi e/o infrastrutture pubbliche, compresa la pubblica illuminazione; gli edifici residenziali e quelli di proprietà delle Pubbliche Amministrazioni.

  

FONTE: Redazione EcoBioService, Gazzetta Ufficiale

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Luce e gas: confronto tariffe più facile

Sul portale dell'Autorità per l'energia sono state inserite anche le offerte del mercato tutelato e quelle del mercato libero. Per ora, sono visualizzabili quelle dei gestori che hanno aderito; entro fine anno ci saranno tutti.

 L'Autorità per l'energia elettrica e il gas ha dedicato sul proprio sito una sezione ("Portale Offerte") dedicata ai consumatori.

Fino a poco tempo fa, questa sezione ospitava solo i contratti standard definiti dall'Autorità, ma al prezzo stabilito dall'operatore. Oggi, invece, si possono trovare anche offerte del mercato tutelato e quelle del mercato libero.

Nella giungla del mercato dell'energia, sarà possibile confrontare circa "duemila proposte tra energia elettrica e gas", scrive Arera.

Il modo migliore per sfruttare questo utilissimo strumento è quello di conoscere il proprio consumo annuo. In questo modo è possibile personalizzare l'offerta ed ottenere effettivamente un risparmio in bolletta.

 

FONTE: Redazione EcoBioService, ARERA, Repubblica.it

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