info@ecobioservice.it   +39 080 5746718

iten

Superbonus 110%, spunta l’ipotesi di estenderlo al 2022

28/05/2020 – Il Governo potrebbe estendere l’orizzonte temporale del superbonus 110% di un anno, portando la scadenza al 2022.
 
Ad anticiparlo il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Riccardo Fraccaro nel corso del webinar sul superbonus 110% organizzato da Ance in cui ha espresso la volontà di migliorare la misura in sede di conversione del Decreto Rilancio.   
 

Superbonus 110%: ipotesi di estenderlo al 2022

Nel corso del convegno, Ance ha fatto notare come gli adempimenti richiesti per usufruire dell’agevolazione mal si conciliano con il termine del 2021; infatti, i tempi per l’approvazione delle delibere condominiali, per l’affidamento degli incarichi di progettazione e realizzazione, non sono sempre rapidi.
 
Di conseguenza, Ance ha chiesto al Governo di estendere la misura almeno al 2023 in modo tale da permettere a tutti i condomini di eseguire i lavori senza incertezze e a regola d’arte.

Fraccaro si è dimostrato aperto alla possibilità di prolungare l'intervento oltre il 2021, riconoscendo che i paletti imposti al Decreto Rilancio sono stati necessari per una questione di coperture finanziarie. Tuttavia, ha annunciato di essere al lavoro per estenderlo almeno al 2022 utilizzando parte delle risorse del Recovery Fund.
 

Superbonus 110% per tutte le seconde case: apertura del Governo

Il Governo, se riuscisse a trovare ulteriori risorse, si è dimostrato disponibile ad estendere la misura a tutte le seconde case e alle persone giuridiche (società, alberghi ecc).

Al momento la misura si applica ai condomìni e alle persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, arti e professioni, su unità immobiliari.

Oltre a tutte le prime case, solo le seconde case in condominio hanno diritto al superbonus del 110% per interventi antisismici e di riqualificazione energetica realizzati insieme con tutti gli altri condòmini mentre le seconde case unifamiliari hanno diritto al superbonus per gli interventi antisismici ma non per quelli di riqualificazione energetica.
   

Superbonus 110%: cessione del credito senza rischi per le banche

Sulla questione della cessione del credito, alcuni operatori avevano espresso dei dubbi circa la reale disponibilità delle banche ad acquisire il credito. Il loro ruolo, infatti, è fondamentale per assicurare liquidità alle piccole imprese.

Sull’argomento è intervenuto il senior advisor del Ministero dell'Economia, Raffaele Russo, che ha rassicurato sulla riuscita del meccanismo (che sarà oggetto di futuri provvedimenti attuativi): le banche non faranno resistenza nell’acquisirlo in quanto il credito sarà slegato dalle vicende dei soggetti coinvolti in caso di beneficio indebito.

Ciò significa che nel caso in cui il beneficio non spettasse, lo Stato si rivarrà solo sul cedente beneficiario del credito di imposta e non sul cessionario (la banca). Per la banca, quindi, il credito d’imposta sarà un investimento sicuro e non avrà motivo per non acquisirlo.

28/05/2020 – Se, da una parte, i superbonus sono stati ideati per dare nuovo impulso al settore edile, dall’altra le responsabilità gravanti sui professionisti e i meccanismi per la cessione del credito potrebbero creare qualche ostacolo.
 
A metterlo in evidenza è la Federazione industrie, prodotti, impianti, servizi e opere specialistiche per le costruzioni (Finco) in un documento contenente alcune proposte di modifica al Decreto Rilancio.
 

Superbonus, troppe responsabilità dei professionisti

Finco mette in evidenza le criticità derivanti dalle responsabilità dei professionisti, che, in base al DL Rilancio, sono chiamati ad asseverare, oltre ai risultati raggiunti con gli interventi, la congruità delle spese sostenute in relazione ai lavori agevolati. I tecnici sono colpiti con una sanzione da 2mila a 15mila euro per eventuali attestazioni e asseverazioni infedeli e hanno l’obbligo di stipulare una polizza con un massimale non inferiore a 500mila euro per risarcire i clienti dagli eventuali danni causati dalla propria attività.
 
Secondo Finco è necessario definire i criteri secondo cui misurare la congruità delle spese e il calcolo dei rischi soggetti a copertura assicurativa.
 
Finco parte dalla premessa che, data l’interessante aliquota dell’incentivo, è fondamentale evitare comportamenti opportunistici, ma sottolinea che negli interventi complessi ci sono costi di capitolato per i quali non esistono univoci riferimenti di mercato. Per il professionista diventa quindi difficile avere dei parametri di valutazione.
 
Le perplessità di Finco riguardano anche l’entità dei danni rispetto a cui il professionista è chiamato ad assicurarsi. Elementi che si ripercuotono sul premio annuale da corrispondere, che potrebbe risultare insostenibile per i professionisti “a fronte di un mercato di imprecisati contorni e di orizzonti comunque brevissimi”. Se al professionista venisse contestata la veridicità dell’attestazione, si potrebbero verificare una serie di casi: il privato potrebbe detrarre le spese sostenute, corretti della parte ritenuta non congrua, oppure potrebbe rinunciare ad optare per la cessione del credito o per lo sconto in fattura o, ancora, dovrebbe sostenere l’intero importo delle spese. A questo punto, il professionista dovrebbe pagare un risarcimento che potrebbe essere pari all’intero importo dei lavori.

 

Cessione del credito facilitata e liquidità immediata

Finco ritiene che per intraprendere gli interventi con celerità, le imprese hanno necessità di immediata liquidità: sarebbe quindi necessario consentire la cedibilità a terzi anche dei crediti d’imposta acquisiti, ma non utilizzati e presenti ancora nei cassetti fiscali, relativi ad interventi realizzati prima del 2020.
 
Secondo Finco, inoltre, è fondamentale accelerare l’utilizzo dei crediti di imposta. L’utilizzo al momento è vincolato all’invio della comunicazione che, per i condomini, e` possibile trasmettere in modalità telematica, solo l’anno successivo all’effettuazione dei lavori. Ne consegue che, spiega Finco, “per un tipico intervento Eco- Sisma bonus su un condominio di media grandezza dove si devono considerare dei tempi di 3-4 mesi per definire, deliberare, e progettare gli interventi nonché di 6-7 per affidarli e realizzarli, ed ulteriori tempi per approntare le attestazioni da parte dei professionisti, è evidente che l’impresa potrà ricevere sul cassetto fiscale il relativo credito d’imposta solo nel marzo del 2022”. Finco teme che, in tali condizioni, le imprese preferiranno rimandare le commesse dal 2020 al 2021 onde ridurre il periodo di esposizione finanziaria con effetti negativi sul PIL 2020.
 
Rendendo possibile l’utilizzo dei crediti fiscali dal mese successivo, le imprese potrebbero subito negoziare la cessione dei crediti fiscali ed acquisire altre commesse. Rispetto all’attuale impostazione della norma, conclude Finco, “si avrà un immediato effetto positivo sui conti dello Stato: diretto, per il maggior volume dei crediti Iva per gli anni 2020 – 2021, ed indiretto per il maggior gettito IRPEF dovuto all’immediata ripresa dell’occupazione edilizia ed alla drastica riduzione di richiesta di ore di cassa integrazione”.

FONTE: EdilPortale

VEDI ANCHE: Speciale "EcoBonuS 110 con EcoBioService"

EBS NEWSLETTER

Iscriviti per essere aggiornato su novità, incentivi e buone pratiche di efficienza energetica. EcoBioService Smart Solutions per contenere i costi e rilanciare la competitività!
Please wait

CONTATTACI

contatti

 Via Massafra 26/F 
 74015 Martina Franca (TA)

 Tel./Fax: +39 080 5746718
 Mail: info@ecobioservice.it

ECOBIOSERVICE SRL SMART ENERGY SOLUTIONS - P. IVA 02704260732 REA 164299 C.C.I.A. TARANTO