Illuminazione pubblica più efficiente: nuovi criteri ambientali

Aggiornati i Criteri Ambientali Minimi (CAM) sull’efficienza dell’illuminazione pubblica; il decreto con le nuove disposizioni è stato firmato dal Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti

Il Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti ha firmato il nuovo decreto per l’aggiornamento dei Criteri Ambientali Minimi (CAM) sull’illuminazione pubblica. L’obiettivo è quello di rendere migliore e più efficiente l’illuminazione, riducendo allo stesso tempo i costi e l’impatto ambientale di dispositivi quali lampade, LED, gruppi ottici e impianti illuminanti in generale.

Il decreto sui CAM è suddiviso in tre parti: la prima parte è relativa alle modifiche degli impianti di illuminazione volte all’aumento delle prestazioni in termini di efficienza energetica, affidabilità e vita utile dei dispositivi; le specifiche di ogni componente si differenziano in base al suo utilizzo finale, in modo da adattarsi alle diverse necessità. La seconda parte tratta il tema dell’inquinamento luminoso, il territorio viene mappato in modo da suddividere l’area totale da illuminare e definire per ogni zona un livello massimo di diffusione della luce verso l’alto. La terza parte si occupa degli aspetti sociali degli appalti pubblici “verdi”, controllando la legittimità dei modelli organizzativi dei candidati e monitorando comportamenti disonesti verso i lavoratori, per garantire il rispetto di condizioni di lavoro dignitose, in accordo con i fondamenti etici delle convenzioni ONU.

Sostituendo i vecchi impianti di illuminazione con nuovi dispositivi ad alta efficienza, si è stimato di poter risparmiare circa 500 milioni di euro l’anno, oltre alle vantaggiose riduzioni dei consumi e delle emissioni. Inoltre, il Ministro ha dichiarato che entro la fine del 2017 verranno aggiornati i criteri di gestione degli impianti di illuminazione pubblica, per garantire un migliore percorso di manutenzione e gestione degli apparati dismessi e di quelli nuovi. 

Fonte: AS Italia
 
Vedi anche: LED-Relamping

Addobbi natalizi: ecco come risparmiare sulla bolletta

 
L'utilizzo di oggetti luminosi a LED può notevolmente tagliare i costi e i consumi di energia che durante le vacanze di natale rischiano di crescere troppo.
 
Ci siamo. Il periodo delle luminarie nelle strade e nelle case è ufficialmente arrivato. Tutti ci apprestiamo ad addobbare la nostra casa al meglio per riuscire a respirare al massimo l'atmosfera natalizia. Questa tradizione, però, rischia di far crescere non di poco la nostra bolletta: nel 2016 è stato stimato che i consumi per le luci di Natale in tutta Italia hanno superato i 2560 MW. Ma risparmiare energia e limitare l'impatto sull'ambiente pur garantendo l'atmosfera natalizia si può: con l'utilizzo delle decorazioni a LED. Infatti una lampadina ad incandescenza consuma 0.45 W, di cui solo il 67% è effettivamente trasformato in luce, considerando un'efficienza luminosa di 1.5%. Le luci natalizie a LED, invece, anche se leggermente più costose, hanno un rendimento fino al 22%, forniscono un risparmio del 80% rispetto alle normali lampadine, durano più a lungo e richiedono poca manutenzione. Le luci LED, poi, oltre ad ottimizzare i consumi di energia, sono anche più sicure poiché non hanno elevati surriscaldamenti ed abbassano i rischi di incendi. Inoltre, per essere ancora più efficienti, si può pensare di utilizzare catene di lucine natalizie a LED provviste di un piccolo pannello fotovoltaico, in modo da azzerare completamente il costo energetico del Natale. Infine, è sempre utile ridurre i consumi di energia e quindi le ore di accensione degli addobbi: munitevi di timer per programmare l'ora di accensione e spegnimento, magari tenendole accese dal tramonto alla mezzanotte. E ricordate, che per lo stesso principio, le luci ad intermittenza sono più convenienti di quelle continue.
Allora, che aspettate? Correte ad addobbare il vostro albero e la vostra casa, ma fatelo in modo efficiente!
 
 
Vedi anche: Impianti a LED

Riscaldamento condomini: autonomo o centralizzato?

Alcune indicazioni per scegliere il sistema più conveniente.
 
Siamo entrati in pieno clima invernale e il tema del riscaldamento delle nostre case è un tema più che mai "caldo"! Se abitate in appartamento vi sarete sicuramente almeno una volta chiesti se convenisse di più avere un sistema di riscaldamento autonomo o centralizzato condominiale. Ci preme innanzitutto sottolineare che quando parliamo di riscaldamento centralizzato intendiamo inevitabilmente un sistema che prevede la presenza di termovalvole per la regolazione del calore su ogni unità termica. Questa soluzione, infatti, oltre che imposta dalle normative, permette di ottenere notevole risparmio energetico e alti livelli di efficienza energetica. 
Tornando al dubbio amletico che ci eravamo posti, quindi, è possibile affermare che la scelta non è né facile né ovvia, come evidenziato anche dallo studio effettuato dal Politecnico di Milano (sede di Piacenza) e dal Laboratorio Energia & Ambiente di Piacenza, su commissione di Assotermica, dal titolo "Autonomo o centralizzato? La parola al progettista". Tale studio è stato effettuato su una palazzina di 3 piani con 12 appartamenti situata in zona climatica E, costituita da generatori di calore singoli per ogni appartamento o da un'unica centrale termica condominiale. I risultati hanno dimostrato che i parametri che influiscono sulla scelta sono molteplici e tali da far spostare molto repentinamente l'ago della bilancia per la decisione. E' a causa di una anche minima variazione di uno di questi parametri che la soluzione economicamente vantaggiosa diventa il riscaldamento autonomo o il centralizzato. Per fare un esempio, se la pompa di circolazione dell'acqua del sistema è molto performante e dimostra bassi consumi, allora il sistema condominiale è da preferire rispetto all'altra soluzione. Altro parametro molto importante è la destinazione d'uso degli appartamenti e il tempo di accensione dell'impianto di riscaldamento: per abitazioni adibite prevalentemente a seconde case è più conveniente un impianto autonomo, mentre per appartamenti con necessità di riscaldamento per tutto l'inverno e in modo stabile è preferibile il centralizzato. E' bene quindi fare delle opportune valutazioni tecniche prima di fare la scelta giusta, tenendo anche conto del fatto che dopo l'attuazione del Decreto 59/2009 è stata abolita l'obbligatorietà degli impianti centralizzati e trasformata in una semplice "preferenza" rispetto agli altri, da valutare caso per caso con opportune verifiche e relazioni tecniche dei progettisti. 
EcoBioService ha l'esperienza per poterti aiutare in queste considerazioni. Contattaci!
 
Fonte: Italtherm
 

Allarme CO2: nuovo incremento delle emissioni

Brutte notizie per il clima e la vivibilità del pianeta: emissioni nel 2016 più altre rispetto alla media degli ultimi 10 anni.

Da una parte gli impegni presi dalla comunità internazionale con l'Accordo di Parigi e la strategia europea 2020, dall'altro i rapporti delle organizzazioni climatiche: il futuro del pianeta sembra essere in forte contraddizione. La World Meteorological Organization (Wmo), infatti, ha pubblicato un rapporto aggiornato al 2016 che evidenzia un nuovo record negativo nella concentrazione di CO2 in atmosfera: è stato registrato un incremento del 50% rispetto alla media degli ultimi 10 anni precedenti. In più, sembrerebbe che un livello di incremento così alto non si registrava da 30 anni ad oggi. Le concentrazioni di CO2 sono salite da 400 parti per milione del 2015 a 403,3 parti per milione del 2016, corrispondenti ad un incremento di 3,3 ppm. I dati sono stati prelevati da misure effettuate in 51 diverse nazioni. Le cause di questa forte impennata potrebbe essere legato ad una combinazioni di fattori globali e potrebbe incidere notevolmente sul raggiungimento degli obiettivi globali della riduzione della temperatura terrestre di almeno 2 °C. Si evidenza quindi quanto sia ancora più importante assumere comportamenti e azioni virtuosi in materia di efficienza energetica, energie rinnovabili e risparmio energetico, temi alla base di EcoBioService!
 
Fonte: Ansa.it
 
Vedi anche: Chi siamo

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