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Diagnosi energetica: da obbligo a volano dell’efficienza energetica

Il 5 dicembre scade l’obbligo di diagnosi energetica per le grandi imprese e le energivore. È una misura per fare efficienza energetica, valida per tutte le aziende

Indice degli argomenti:

  • Diagnosi energetica: cosa prevede l’obbligo per grandi imprese ed energivore
  • Diagnosi energetica: un’opportunità per le Pmi

L’obbligo di fare diagnosi energetica ha una data: 5 dicembre. Entro giovedì, infatti, imprese a forte consumo energetico e grandi imprese devono eseguirla.

 Questa diagnosi, ricorda il Decreto Legislativo 102 del 2014, che ha recepito la Direttiva 2012/27/UE sull’efficienza energetica, dovrà essere condotta da:

società di servizi energetici, esperti in gestione dell’energia o auditor energetici e da ISPRA relativamente allo schema volontario EMAS, nei siti produttivi localizzati sul territorio nazionale”.

A una prima scadenza, ricorda lo stesso D.Lgs. 102/2014, fissata nel 2015, ogni quattro anni queste aziende dovranno sottoporsi. Si è arrivati così a quest’anno, come secondo appuntamento obbligatorio. 

Diagnosi energetica: cosa prevede l’obbligo per grandi imprese ed energivore

Ma da dove nasce l’esigenza di diagnosi energetica? La risposta la fornisce lo stesso decreto 102 (successivamente modificato dal D.Lgs. 141/2016): promuovere e migliorare l’efficienza energetica per raggiungere l’obiettivo nazionale di risparmio energetico, che consiste nel ridurre entro il 2020 i consumi di energia primaria di 20 Mtep, pari a 15,5 Mtep di energia finale, conteggiati partendo dal 2010.

Per centrare l’obiettivo il decreto ha previsto varie misure, compreso l’efficientamento energetico negli edifici e negli stessi acquisti delle PA centrali come pure il miglioramento della prestazione energetica degli immobili pubblici.

Torniamo all’obbligo di diagnosi energetica, che dovrà essere redatta il 5 dicembre. Chi sono le aziende cui si riferisce? Il Ministero dello Sviluppo economico lo ha spiegato nei chiarimenti pubblicati a novembre 2016: per “grande impresa” ci si riferisce a realtà con più di 250 dipendenti e un fatturato superiore a 50 milioni di euro o a un totale di bilancio annuo superiore di 43 milioni. Le energivore sono le imprese iscritte nell’elenco annuale della CSEA – Cassa per i servizi energetici e ambientali.

provvedere alla diagnosi energetica, dal 2016, sono determinati soggetti: gli Esperti in gestione dell’energia (EGE), certificati ai sensi della norma UNI CEI 11339, le Energy Service Company (ESCo), gli energy auditor, figure professionali qualificate secondo la norma UNI CEI EN 16247-5.

Grandi imprese ed energivore possono essere esonerate dall’obbligo: questo accade se adottano sistemi di gestione conformi EMAS e alle norme ISO 50001 o EN ISO 14001, a condizione che il sistema di gestione in questione includa un audit energetico realizzato come prescritto dalla “legge 102”.

Una volta effettuata la redazione, la diagnosi energetica va trasmessa all’ENEA entro il prossimo 22 dicembre. Per questo l’Agenzia nazionale per l’efficienza energetica ha realizzato il portale dedicato Audit102

Diagnosi energetica: un’opportunità per le Pmi

Sempre il Dlgs 102/2014 prevede anche misure per promuovere la diagnosi energetica anche nelle piccole e medie imprese. Si legge, infatti, che dal 2014:

e con cadenza annuale fino al 2020, il Ministero dello sviluppo economico, di concerto con il Ministero dell'ambiente, della tutela del territorio e del mare, pubblica un bando per il cofinanziamento di programmi presentati dalle Regioni finalizzati a sostenere la realizzazione di diagnosi energetiche nelle PMI o l'adozione nelle PMI di sistemi di gestione conformi alle norme ISO 50001”. 

La stessa norma segnala che i programmi di sostegno presentati dalle Regioni prevedano che gli incentivi siano concessi “alle imprese beneficiarie nel rispetto della normativa sugli aiuti di Stato e a seguito della effettiva realizzazione delle misure di efficientamento energetico identificate dalla diagnosi energetica o dell'ottenimento della certificazione ISO 50001”.

Perché puntare a introdurre la diagnosi in queste imprese? Una prima risposta è data dalla necessità di centrare gli obiettivi di efficienza energetica che l’Italia e ogni paese dell’Unione Europea deve raggiungere. Qui si gioca un punto determinante e le piccole medie imprese possono davvero essere fondamentali in questo percorso.

Il nostro Paese è primo in UE per numero di imprese: ne conta oltre 3.719.000, specifica la Cgia di Mestre. Le microimprese e le Pmi italiane danno lavoro a milioni di persone: sul totale di 14,5 milioni di occupati presenti nel Belpaese, 11,4 lavorano presso le Pmi, di cui 6,5 nelle micro imprese.

Ma imprese micro, piccole e medie scontano un problema annoso: sostengono i costi dell’energia elettrica e della componente fiscale tra i più elevati d’Europa, sottolinea la CNA attraverso lo studio condotto dall’Osservatorio Energia realizzato dal Centro Studi della Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media impresa. Risulta, infatti, che nelle prime tre fasce di consumo che vanno da meno di 20 MWh/a fino a 500-2000 MWh/a, nelle quali rientrano le utenze riferibili alle imprese micro, piccole e artigiane, in Italia si paga la quarta bolletta elettrica più cara d’Europa.

Da qui risulta come l’efficienza energetica possa essere una leva virtuosa per questo tessuto produttivo. Occorre quindi puntare a conoscere i propri consumi per migliorare la gestione dell’energia utile e ridurne l’uso: in questo senso la diagnosi energetica è uno strumento essenziale. Gli incentivi per farla non mancano: per esempio, la Regione Lombardia ha recentemente stanziato più di due milioni di euro per incentivare le piccole e medie imprese, a realizzarla.

FONTE: infobuildenergia a cura di VITTORIO GABRIELLI

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Le fonti rinnovabili invertono la marcia. Boom di nuovi impianti

 Fotovoltaico, eolico e idroelettrico crescono dell'86% rispetto al 2018. Basilicata, Campania, Marche le regioni con incremento maggiore

Tornano a crescere le fonti rinnovabili di energia dopo la frenata brusca rilevata l’anno scorso, una frenata brusca che aveva fatto temere l’allontanarsi dei programmi per l’energia pulita. Secondo l’Osservatorio Fer realizzato dall’Anie Rinnovabili, associazione della federazione confindustriale Anie (industria elettrica, elettronica ed elettrotecnica), da gennaio a luglio la costruzione di nuove centrali alimentate da sole, vento e acqua è quasi raddoppiata rispetto ai primi sette mesi del 2018. In cifre: le nuove installazioni di fotovoltaico, eolico e idroelettrico raggiungono complessivamente circa 727 megawatt, pari a una crescita del +86%.

Le detrazioni sul fotovoltaico

 Si conferma in crescita il trend mensile delle installazioni fotovoltaiche che nel mese di luglio con 55,8 megawatt raggiunge un totale di circa 287 megawatt (+30% rispetto allo stesso periodo del 2018). In aumento il numero di unità di produzione connesse (+24%), frutto principalmente delle detrazioni fiscali per il cittadino.

Tutte le regioni hanno registrato un incremento in termini di potenza; tra quelle con incremento maggiore si segnalano Basilicata, Campania, Marche, Sardegna e Trentino Alto Adige.

Ma quali impianti sono preferiti? Le piccole installazioni di tipo “residenziale” (cioè i pannelli da tetto, tettoia o capannone fino alla potenza di 20 chilowatt) costituiscono il 54% della nuova potenza installata nel 2019. L’Anie segnala che in luglio è stato avviato un impianto di dimensioni industriali da 4,7 megawatt in Sardegna, in provincia di Cagliari.

L’eolico gira al raddoppio

Prosegue la crescita sostenuta degli impianti alimentati dal vento. Con 111,7 megawatt installati in luglio la capacità produttiva realizzata quest’anno è arrivata a 412 megawatt, cioè +226% rispetto allo stesso periodo del 2018. Cresce la potenza ma diminuisce il numero di “mulini a vento” (-64%) perché ormai le tecnologie riescono a costruire “ventilatori” di grandi dimensioni un tempo irraggiungibili. Ciò rafforza il tema del cosiddetto repowering, cioè il fatto che ormai gli impianti costruiti 10 o 20 anni fa sulle colline più ventose sono vecchi, piccoli e poco potenti e devono essere sostituiti senza difficoltà da eliche assai più efficienti. In luglio fra l’altro hanno cominciato a girare le eliche di grandi impianti in Irpinia, per oltre 100 megawatt.

Idroelettrico in difficoltà

Se in luglio c’è stata una crescita buona di 5,7 megawatt aggiuntivi, da gennaio a luglio le istallazioni 2019 sono in calo rilevante (29 megawatt , -34%). Crescono anche le bioenergie, a dispetto dei comitati nimby che si oppongano a qualsiasi nuovo impianto di biometano, e fino a luglio sono stati costruiti impianti per 16 megawatt in più. 

Incentivi in rallentamento

I costi sostenuti dal Gse per l’incentivazione e il ritiro dell'energia elettrica sono stati di 13,4 miliardi di euro, in calo rispetto ai 14,2 miliardi di euro del 2017, perché sono scaduti per molti impianti i periodi di sussidio secondo le regole sui certificati verdi e sugli incentivi Cip6. Inoltre, ritirando e collocando sul mercato elettrico 30,6 miliardi di chilowattora puliti, nel 2018 il Gse ha realizzato un ricavo di 1,8 miliardi di euro, circa 100 milioni in più del 2017. Dunque, ricorda l’Anie, il netto degli incentivi in bolletta è stato nel 2018 di 11,6 miliardi di euro.

FONTE: il sole 24 ore

VEDI ANCHE: Energia rinnovabile: con l’1% del suolo si può soddisfare la domanda UE

                    Decreto Fer 1: la firma è ufficiale

Energia rinnovabile: con l’1% del suolo si può soddisfare la domanda UE

Il Centro di Ricerca della Commissione europea mostra i nuovi dati sul potenziale energetico delle green energy e rivela: sole e vento potrebbero fornire il 100% dei consumi energetici

L’uso sostenibile della terra nello sviluppo dell’energia rinnovabile

Nessuno degli Stati membri europei sta attualmente sfruttando tutto il suo potenziale in termini di produzione di energia rinnovabile. Neppure Germania e Italia, le due nazioni in cima alla classifica dei Paesi del G20 per le quote di fer non programmabili nella generazione elettrica. Ma, al di là delle innegabili sfide che che il comparto si trova ancora oggi ad affrontare, c’è chi si chiede quanto l’Europa possa spingersi in là con le green energy.

A rispondere è in questi giorni un nuovo set di dati elaborato dal Centro Comune di Ricerca della Commissione Europea. Il lavoro è partito da una semplice domanda: Se l’energia rinnovabile fosse la principale fonte energetica nell’UE, i pannelli fotovoltaici e turbine eoliche sarebbero costretti a ricoprire ogni metro quadrato di suolo?

 Secondo gli scienziati del Centro, la risposta è no. A voler essere esser precisi un futuro di green energy al 100% sarebbe molto meno ingombrante di quanto si possa immaginare. Basterebbe usare il 3% della terra per gli impianti solari e fino al 15% per le turbine onshore per riuscire a coprire la domanda totale di energia dell’UE esclusivamente con fonti rinnovabili. E la conversione di appena l’1% della terra con fattorie solari sarebbe già sufficiente per soddisfare il fabbisogno elettrico comunitario.

 I dati arrivano da uno studio puntuale di 276 regioni europee attraverso l’ENSPRESO (ENergy System Potentials for Renewable Energy Sources). “Abbiamo anche scoperto che, contrariamente all’opinione popolare, esiste anche un grande potenziale per l’energia solare nelle parti settentrionali dell’Europa e un grande potenziale per la produzione di energia eolica in molti paesi che non si trovano nella parte nord-occidentale del Continente”, ha affermato il ricercatore Wouter Nijs. Tuttavia, i primi 5 paesi con il più grande potenziale eolico offshore sono Regno Unito, Danimarca, Paesi Bassi, Svezia e Germania.

 FONTE: rinnovabili.it

VEDI ANCHE: Decreto FER1 ed incentivi alle energie rinnovabili: tutti i chiarimenti del GSE

                    Novità: il fotovoltaico integrato in facciata

 

Decreto FER1 ed incentivi alle energie rinnovabili: tutti i chiarimenti del GSE

GSE e fonti rinnovabili: disponibili tutte le informazioni sul DM 4 luglio 2019 (FER1), che prevede nuovi incentivi per le fonti rinnovabili, per un totale di 8.000 MW

Risultati immagini per eolicoDopo  la pubblicazione in Gazzetta del cd. Decreto Fer 1 - DM 4 luglio 2019 e dell'importante Regolamento Operativo per l'Iscrizione ai Registri e alle Aste, che disciplina le modalità di partecipazione alle procedure di Registro e Asta al ribasso per accedere ai meccanismi d'incentivazione dell'energia elettrica prodotta dagli impianti eolici on shore, solari fotovoltaici, idroelettrici e a gas residuati dei processi di depurazione introdotti dal DM 4 luglio 2019, il GSE ha pubblicato una nuova, esaustiva pagina dedicata contenente tutte le informazioni sul Decreto Fer 1, che prevede nuovi incentivi per le fonti rinnovabili, per un totale di 8.000 MW.

Impianti ammessi

Il decreto suddivide gli impianti che possono accedere agli incentivi in quattro gruppi in base alla tipologia, alla fonte energetica rinnovabile e alla categoria di intervento:

  • Gruppo A: comprende gli impianti:
    • eolici “on-shore" di nuova costruzione, integrale ricostruzione, riattivazione o potenziamento;
    • fotovoltaici di nuova costruzione.
  • Gruppo A-2: comprende gli impianti fotovoltaici di nuova costruzione, i cui moduli sono installati in sostituzione di coperture di edifici e fabbricati rurali su cui è operata la completa rimozione dell'eternit o dell'amianto.
  • Gruppo B: comprende gli impianti:
    • idroelettrici di nuova costruzione, integrale ricostruzione (esclusi gli impianti su acquedotto), riattivazione o potenziamento;
    • a gas residuati dei processi di depurazione di nuova costruzione, riattivazione o potenziamento.
  • Gruppo C: comprende gli impianti oggetto di rifacimento totale o parziale:
    • eolici “on-shore";
    • idroelettrici;
    • a gas residuati dei processi di depurazione.

Come si accede agli incentivi: registri, procedure d'asta e calendario dei bandi

Sono previste due diverse modalità di accesso agli incentivi a seconda della potenza dell'impianto e del gruppo di appartenenza:

  • Iscrizione ai Registri: gli impianti di potenza superiore a 1 kW (20 kW per i fotovoltaici) e inferiore a 1 MW che appartengono ai Gruppi A, A-2, B e C devono essere iscritti ai Registri, attraverso i quali è assegnato il contingente di potenza disponibile sulla base di specifici criteri di priorità;
  • Partecipazione a Procedure d'Asta: gli impianti di potenza superiore o uguale a 1 MW che appartengono ai Gruppi A, B e C devono partecipare alle Aste, attraverso le quali è assegnato il contingente di potenza disponibile, in funzione del maggior ribasso offerto sul livello incentivate e, a pari ribasso, applicando ulteriori criteri di priorità.

In caso di interventi di potenziamento, per tutte le tipologie di fonte, per determinare la modalità di accesso agli incentivi la potenza da considerare corrisponde all'incremento di potenza a seguito dell'intervento.

Gli impianti rientrati in posizione utile nel rispettivo contingente possono accedere agli incentivi dopo essere entrati in esercizio e aver presentato l'apposita domanda di accesso al GSE.

Qui è disponibile lo schema delle modalità di accesso agli incentivi.

Sono previsti 7 bandi per la partecipazione ai Registri o alle Aste, secondo il seguente calendario:

Nr. Procedura Data di apertura del bando Data di chiusura del bando
1 30 settembre 2019 30 ottobre 2019
2 31 gennaio 2020 1 marzo 2020
3 31 maggio 2020 30 giugno 2020
4 30 settembre 2020 30 ottobre 2020
5 31 gennaio 2021 2 marzo 2021
6 31 maggio 2021 30 giugno 2021
7 30 settembre 2021 30 ottobre 2021

Meccanismi, valore e durata degli incentivi

Gli incentivi sono riconosciuti all'energia elettrica prodotta netta immessa in rete dall'impianto, calcolata come minor valore tra la produzione netta (a sua volta pari alla produzione lorda ridotta dei consumi dei servizi ausiliari, delle perdite di linea e di trasformazione) e l'energia elettrica effettivamente immessa in rete, misurata con il contatore di scambio.

Il decreto prevede tre diverse definizioni di tariffa:

  • la Tariffa di Riferimento è determinata, in funzione della fonte e tipologia dell'impianto e della potenza, applicando:
    • le tariffe e le eventuali riduzioni previste dal D.M. 23/6/2016, per gli impianti non fotovoltaici iscritti in posizione utile nei Registri, che entrano in esercizio entro un anno dall'entrata in vigore del D.M. 04/07/2019 e che non hanno beneficiato di specifici criteri di priorità previsti da quest'ultimo;
    • le tariffe di cui all'Allegato 1 al D.M. 04/07/2019 per tutti gli altri impianti.

  • la Tariffa Offerta è calcolata applicando alla tariffa di riferimento le eventuali riduzioni richieste dal Soggetto Responsabile in fase di iscrizione ai Registri o alle Aste, al fine di beneficiare dei relativi criteri di priorità.

  • la Tariffa Spettante è calcolata applicando alla tariffa offerta le ulteriori riduzioni previste dal D.M. 04/07/2019 per gli impianti risultati in posizione utile nelle graduatorie dei Registri e delle Aste e successivamente ammessi agli incentivi.

Sono previsti due differenti meccanismi incentivanti, in funzione della potenza dell'impianto:

  • la Tariffa Onnicomprensiva (TO) costituita da una tariffa unica, corrispondente alla tariffa spettante, che remunera anche l'energia elettrica ritirata dal GSE;
  • un Incentivo (I), calcolato come differenza tra la tariffa spettante e il prezzo zonale orario dell'energia, poiché l'energia prodotta resta nella disponibilità dell'operatore.

Per gli impianti di potenza fino a 250 kW è possibile scegliere una delle due modalità, con la possibilità di passare da una modalità all'altra non più di due volte nel corso dell'intero periodo di incentivazione.

Gli impianti di potenza superiore a 250 kW possono invece accedere al solo Incentivo.

Tariffe Onnicomprensive e Incentivo sono erogati dal GSE a partire dalla data di entrata in esercizio commerciale, per un periodo specifico per ciascuna tipologia di impianto pari alla vita utile dell'impianto stesso. La data di entrata in esercizio commerciale può essere scelta dall'operatore, purché compresa nei 18 mesi successivi all'entrata in esercizio dell'impianto.

Sono inoltre previsti due premi, rispettivamente per gli impianti fotovoltaici di cui al gruppo A-2, erogato su tutta l'energia prodotta e un premio per gli impianti di potenza fino a 100 kW su edifici, sulla quota di produzione netta consumata in sito.

Visualizza la tabella Tariffe incentivanti base e periodo di di diritto agli incentivi.

Aggregati di impianti

Con aggregato di impianti si intende un insieme di due o più impianti di nuova costruzione, localizzati sull'intero territorio nazionale, che è iscritto ai Registri o alle Aste come unico impianto, sulla base della potenza complessiva dell'aggregato.

La potenza complessiva di un aggregato, ai fini dell'individuazione della modalità di iscrizione (ai Registri o alle Aste), si determina sommando le potenze di ciascun impianto facente parte dell'aggregato.

Possono essere iscritti ai Registri gli aggregati di più impianti di potenza unitaria superiore a 20 kW, purché la potenza complessiva dell'aggregato sia inferiore al valore di soglia fissato a 1 MW.

Possono partecipare alle Procedure d'Asta gli aggregati di più impianti di potenza unitaria superiore a 20 kW e inferiore o uguale a 500 kW, purché la potenza complessiva dell'aggregato sia uguale o superiore al valore di soglia fissato a 1 MW.

Per presentare le richieste di iscrizione ai Registri o alle Aste per aggregati è necessario individuare un unico soggetto definito “Aggregatore", che può essere un qualsiasi operatore preliminarmente registratosi sul Portale del GSE nella sezione Area Clienti, non necessariamente scelto tra gli stessi Soggetti Responsabili degli impianti facenti parte dell'aggregato.

Tra i compiti dell'Aggregatore, conferiti dai singoli Soggetti Responsabili mediante mandato, vi sono quelli di:

  • definire le caratteristiche dell'aggregato: l'iscrizione ai Registri o alle Aste, il gruppo di appartenenza (A, A-2 o B) e i criteri di priorità previsti dal D.M. 04/07/2019 di cui ci si intende avvalere ai fini della formazione della graduatoria;
  • definire quali richieste, tra quelle inviate dai Soggetti Responsabili per l'iscrizione all'aggregato,accettare e quali escludere per il consolidamento dell'aggregato stesso;
  • inviare l'eventuale offerta di riduzione percentuale della tariffa di riferimento;
  • inviare la richiesta di iscrizione ai Registri o alle Aste dell'aggregato.

In caso di ammissione in posizione utile nella graduatoria del Registro o dell'Asta di riferimento, a seguito dell'entrata in esercizio, ciascun Soggetto Responsabile presenta invece autonoma istanza di accesso agli incentivi per il singolo impianto.

La tariffa di riferimento da applicare per la determinazione della tariffa spettante è individuata sulla base tabella 1.1. dell'Allegato 1 al D.M. 04/07/2019, in funzione dalla potenza complessiva dell'aggregato.      

FONTE: ingenio;

VEDI ANCHE: Decreto Fer 1: la firma è ufficiale

                    Risparmio energetico, sconto del 50% al posto della detrazione fiscale

 

Novità: il fotovoltaico integrato in facciata

Solar Squared è il progetto di ricerca che ha previsto l'utilizzo di un particolare prototipo di mattone in vetrocemento con celle fotovoltaiche integrate da usare in facciata.

I pannelli fotovoltaici per la produzione di energia elettrica sono sempre più diffusi nei nuovi edifici e nelle ristrutturazioni poiché, producendo energia pulita dal sole, aumentano la sostenibilità e quindi il valore dell'immobile su cui sono installati. I pannelli fotovoltaici vengono installati principalmente sulle coperture, per via delle performance e la scarsa visibilità dalla strada.

Non è così scontato l’utilizzo in facciata, nonostante si stia investendo molto sui sistemi BIPV (Building Integrated Photovoltaic System) per l’integrazione architettonica: è il caso di Solar Squared, progetto di ricerca sviluppato dal College of Engineering, Mathematics and Physical Sciences dell’University of Exter nel Regno Unito e dalla start up Build Solar.

Il progetto ha previsto la realizzazione di mattoni in vetrocemento trasparenti con celle fotovoltaiche integrate. Ogni mattone è dotato di una griglia di elementi ottici in grado di concentrare i raggi solari e dirigerli alle celle fotovoltaiche per la produzione di energia.

Solar Squared, adatto per l'integrazione in edifici ad energia quasi zero, ha cercato di migliorare una tecnologia esistente, ma che presenta ancora alcuni limiti importanti (costi, durata, manutenzione e smaltimento), utilizzando un materiale da costruzione come il vetrocemento già presente da molti anni nel mercato, resistente, modulare e versatile, avendo infatti buone caratteristiche portanti ed allo stesso tempo è in grado di far passare la luce naturale negli ambienti interni. Il prototipo di Solar Squared ha inoltre migliorato la capacità di isolamento, ottenendo valori inferiori a 2 W/mqK per moduli con doppia camera d’aria e quattro pannelli di vetro e 1,6 W/mqK per moduli con tre camere d’aria e sei pannelli di vetro. Il risultato finale è un prodotto completamente sostenibile: un  migliore isolamento termico rispetto ad una parete in vetro normale e la riduzione delle spese di manutenzione grazie alla produzione di energia.

FONTE: ARCHITETTURAECOSOSTENIBILE.IT

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